Blue Whale – bufala o realtà?

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Blue Whale”, due parole che fino a qualche settimana fa potevano solo evocare l’immagine di una balena blu che nuota indisturbata nell’oceano oggi generano panico e confusione tra noi genitori, tra gli educatori e tra i nostri ragazzi.

Tutto inizia quando viene mandato in onda in prima serata un servizio su un terribile macabro rituale, il Blue Whale Challenge, appunto. Questo gioco, nato e presente nei social, consiste in una serie di sfide da compiere nel giro di 50 giorni che porterebbero alla prova finale, il salto nel vuoto dal grattacielo più alto della città del partecipante, possibilmente ripreso con la telecamera da testimoni.

Per chi non lo avesse visto il servizio inizia con alcuni video, decisamente agghiaccianti, che mostrano ragazzi che si buttano nel vuoto dai grattacieli. Si parla di più di 160 suicidi, avvenuti in Russia e legati a questo “gioco” a cui si verrebbe “agganciati” dai profili fittizi nei social dei cosiddetti “curatori”. Il patto iniziale tra il giovane e il “curatore” sarebbe quello di non comunicare mai alla famiglia nulla che riguardi la sfida. Le prove prevedono atti di autolesionismo, quali incisioni sulla pelle, momenti di assoluto silenzio in famiglia, riti quali uscire alle 4.20 di notte, l’ascoltare musica “deprimente” inviata dal curatore e vedere film d’orrore per alcune ore interrottamente, di notte. Come testimonianza i genitori di 2 ragazze che si sono tolte la vita in Russia, il cui suicidio sembra sia stato in seguito ricondotto al Blue Whale. Queste madri sostengono che le loro figlie fossero sempre solari ed allegre e, ad un certo punto, fosse arrivata la telefonata del loro suicidio, del tutto inaspettato e improvviso senza segnali di allarme. In base ad alcuni disegni e messaggi sui social, queste morti improvvise sarebbero state collegate al Blue Whale. Anche il suicidio di un ragazzino avvenuto in Italia, a detta di un compagno di scuola, potrebbe essere collegato al Blue Whale.

Questo reportage ha decisamente scosso l’opinione pubblica sia per aver mostrato immagini raccapriccianti in prima serata sia per il contenuto che ha portato ad una sorta di timore di pericolo dilagante ed immediato per i ragazzi pre-adolescenti ed adolescenti. Tutti ci siamo chiesti, di primo acchito, se potesse essere possibile che anche i nostri ragazzi potessero entrare in contatto con quel gioco semplicemente utilizzando le chat o i social. Questo ha provocato interventi da parte di scuole e insegnanti e genitori che si sono sentiti in dovere di informare e, soprattutto, mettere in guardia i ragazzi dal pericolo imminente.

Noi fortunatamente non abbiamo visto il servizio quando lo hanno trasmesso la prima volta, ma, informati dai quotidiani in rete, siamo andati a vederlo da internet il giorno dopo. A parte il giudizio sull’opportunità di mostrare determinate immagini devo dire che tutta la storia mi ha lasciata da subito un po’ perplessa per alcune incongruenze a mio parere troppo palesi per non essere percepite. Ma forse le ho colte anche perché sapevo già di cosa si trattasse e non sono stata sorpresa da tutto il carico emotivo della storia e delle immagini.

Le incongruenze del racconto che ho notato sono queste:

  • Si parla di sfide che debbono essere nascoste ai familiari e che riguardano ragazzi pre-adolescenti o adolescenti. Ma mi chiedo: come è possibile nascondere ai propri genitori segni continui di lesioni sul proprio corpo e il fatto di alzarsi alle 4.20 del mattino e di uscire di casa? Non credo sia possibile, almeno non a quell’età
  • Il fatto che le ragazze di cui parlano i genitori non avessero mostrato alcun segnale di depressione o che i genitori non si fossero accorti che le stesse si stessero facendo del male o stessero facendo cose alquanto strane non mi ha convinto. Questo sempre perché stiamo parlando di ragazzi giovani.
  • Non sono state portate prove di nessun tipo come segni sul corpo o messaggi delle ragazze ma è stato solo detto che dopo l’atto estremo sono stati postati dei messaggi sui loro profili social e che sono stati trovati disegni di balene.
  • Per quanto riguarda il collegamento con il suicidio del ragazzino in Italia mi è sembrato un po’ superficiale basare una tesi di questo tipo solo sul parere di un amico che ha ricondotto il suicidio del compagno al Blue Whale.

blue whale

Per questo ho deciso di raccogliere più informazioni sia sulle origini che sugli episodi ad esso attribuiti da fonti diverse e alla fine ho capito che non c’è ad oggi alcuna prova certa che il rituale del Blue Whale esista.

La storia della Blue Whale avrebbe origine, per molti, da Fake news, notizie nate già in Russia nel 2015 e diffuse e rilanciate varie volte anche in altre parti del mondo, ad opera anche di giornali scandalistici, per aumentare le vendite e fare clamore. La notizia è stata più volte smentita da vari siti ed organizzazioni.

Questo tipo di notizia viene diffusa con lo scopo di manipolare l’opinione pubblica e si alimenta spesso attraverso i Social Media, dove viene facilmente condivisa senza una reale verifica della fonte dalla quale proviene. 6 notizie su 10 vengono condivise senza assicurarsi della loro veridicità. A volte queste notizie hanno solo come scopo quello di aumentare i click verso una certa pagina, altre volte sono create proprio per “influenzare” l’opinione pubblica, dirigere l’informazione nel proprio interesse.  Esse possono venir divulgate da Stati, come nel caso della Russia che ha utilizzato queste notizie in varie occasioni nella guerra contro l’Ucraina (fonte Parlamento Europeo) o da fazioni politiche, come nel caso delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Nemmeno il papa è stato risparmiato da queste “bufale” quando gli è stato attribuito di appoggiare la candidatura di Donald Trump.

Cercando in rete ho trovato che l’arresto di Budeikin, indicato come probabile inventore della Blue Whale, non è avvenuto di recente come fatto intendere in questi giorni, ma a fine 2016. Egli oltretutto, nonostante sia stato accusato di istigazione al suicidio di adolescenti, e rilasciato per mancanza di prove, non è stato in alcun modo stato collegato dalle autorità alla Blue Whale. Alcuni riportano addirittura che lui, studente di psicologia, avrebbe sfruttato 15 suicidi di adolescenti già avvenuti per “guadagnare click” mentre un’intervista su un giornale russo riporta che avrebbe parlato di “scarti biologici dell’umanità” parlando dei ragazzi suicidi. Questo punto rimane quindi non chiaro, come il resto della storia.

Ci sono siti che si occupano proprio di identificare le bufale che hanno riportato la notizia del Blue Whale come Fake news , anche in Italia.

In un articolo di un blog italiano, che si occupa di smentire la cattiva informazione, alcuni lettori dicono addirittura nei loro commenti di aver reperito i video riportati nel servizio televisivo in rete effettuando delle ricerche su Google. Uno di questi non sarebbe nemmeno di un ragazzo, ma un adulto che si sarebbe tolto la vita in Cina….

In queste settimane sono usciti articoli nei quotidiani più autorevoli come il Corriere della sera e Il Giornale che hanno tentato di placare la diffusione secondo loro insensata della notizia. Addirittura il Giorno ha dichiarato di non volerne parlare fino a quando non ci siano nuove notizie per non alimentare ulteriormente il fenomeno e l’allarmismo.

Quindi la notizia riportata in maniera così preoccupante in tv non sembra al momento avere dei fondamenti basati su prove certe. Il timore, anche di esperti, è che questo dilagare della notizia possa portare anche a gravi fenomeni di emulazione e quindi alla diffusione reale del gioco.  Qualche giovane un po’ debole potrebbe andare a cercare il gioco e trovare qualcuno senza scrupoli che ne approfitti, perché in rete di adescatori e approfittatori ce ne sono molti.

blue whale

Non esiste al momento un sistema di sanzioni sulla diffusione di notizie false anche se il Parlamento Europeo se ne sta occupando da tempo. Il 3 maggio, nella giornata mondiale per la libertà di stampa, il Parlamento Europeo ha focalizzato l’attenzione sulle fake news e sui modi in cui possiamo identificarle.

Anche il blog di Aram a breve affronterà questo argomento … come identificare fake news e diventare dei veri mythbusters.

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