Fattura elettronica … parliamone

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Il 2018 è per le aziende un anno di importanti richieste di adeguamenti informatici, molto simile, anche se non paragonabile, al 1999, in cui abbiamo assistito ad una e vera propria corsa per adattare i sistemi informatici all’anno con 4 cifre.

Ad aprile 2018 abbiamo avuto da digerire il GDPR, il nuovo Regolamento per la Privacy, che ci ha fatto penare parecchio per comprendere come le nuove regole avrebbero dovuto essere applicate alle nostre attività ed alle nostre vite. Per noi piccoli imprenditori è stato un notevole dispendio di energie ma ci ha dato la speranza che i grandi colossi che lavorano su grandi masse di dati debbano finalmente fare i conti con le autorizzazioni alla raccolta e alla vendita dei dati privati. Certo, al momento, non sembra cambiato molto, ma si confida che il processo di adeguamento porti con il tempo grandi risultati e garanzie sempre più in linea con il rispetto del privato e di tutto quanto possa ledere la sua libertà.

Ora il GDPR sembra quasi un ricordo perché abbiamo tutti la scadenza della fattura elettronica: il primo gennaio 2019 i nostri sistemi dovranno essere pronti ad emettere e a ricevere le cosiddette e-fatture. Chi non si adegua non potrà fatturare in altro modo, a meno che non faccia parte delle poche categorie esenti e che per il momento consideriamo fortunate. La fattura elettronica, per il momento, non è obbligatoria anche per le fatture ad aziende e privati non residenti in Italia.

Quindi, a meno che tu non faccia parte di una categoria esente o non fatturi solo verso l’estero sicuramente dovrai adeguarti a questa nuova modalità.

Su questo argomento c’è quasi più confusione che per il GDPR, siamo in mano alla burocrazia farraginosa dell’Agenzia delle Entrate che si è inventata un castello davvero faraonico per poter entrare in possesso di tutte le fatture emesse in Italia, che peraltro possiede già in maniera più aggregata con lo spesometro.

Innanzitutto devi sapere che l’Agenzia delle Entrate diventerà dal 2019 il canale di comunicazione unico su cui transiteranno tutte le fatture elettroniche. Tutte le fatture emesse sia nei confronti dei privati che delle aziende passeranno per l’Agenzia delle Entrate. Quindi nessuna fattura sarà considerata valida o sarà considerata come emessa se non passerà attraverso il canale dell’Agenzia il cosiddetto SDI (Sistema Di Interscambio).

La fattura non potrà più essere creata con Excel, Word ed inviata via email o pec ma dovrà essere generata in un formato più complesso chiamato XML, con regole ben precise ovviamente.  La bella notizia è che le informazioni da inserire sono le stesse di una normale fattura. Poche sono le informazioni che dovremo aggiungere alle nostre fatture dal 2019.

Quindi fino ad ora abbiamo capito che dobbiamo produrre il nostro file della fattura nel formato richiesto dall’Ade, e che dobbiamo utilizzare il canale di comunicazione dello SDI per inviare le nostre fatture ai clienti sia che essi siano dei privati sia che siano delle aziende.

Per quanto riguarda le fatture che dovremo ricevere dai fornitori, esse, allo stesso modo, dovranno pervenire a noi tramite il canale SDI e dovranno essere nello stesso formato.

Sa vuoi sapere come adeguarti leggi: