Firma OTP e firma grafometrica: differenze e quando possono essere FEA
Quando si parla di firma elettronica, è facile concentrarsi sulla tecnologia: codice OTP, tablet, firma grafometrica, SMS, email, dispositivo di firma.
In realtà, il valore di una firma elettronica non dipende solo dallo strumento utilizzato, ma soprattutto dal processo che lo accompagna.
Una firma con OTP non è automaticamente una Firma Elettronica Avanzata.
Allo stesso modo, una firma grafometrica non è automaticamente una FEA solo perché viene apposta su un tablet.
Il punto centrale è un altro: la solidità di una firma elettronica dipende dall’intero processo, che deve consentire di identificare il firmatario, collegarlo al documento, garantirne l’integrità e conservare le evidenze dell’operazione.
Per questo la domanda corretta non è semplicemente:
“La firma OTP è una FEA?”
oppure:
“La firma grafometrica è una FEA?”
La domanda più utile è:
“Il processo di firma, basato su OTP o su grafometria, rispetta i requisiti richiesti per una Firma Elettronica Avanzata?”

Non tutte le firme elettroniche sono uguali
Nel linguaggio comune si usano spesso espressioni come “firma digitale”, “firma elettronica”, “firma OTP” o “firma su tablet” come se fossero equivalenti.
Dal punto di vista tecnico e giuridico, però, non indicano la stessa cosa.
La Firma Elettronica Avanzata non coincide con un singolo gesto tecnico.
Non è il codice OTP in sé a rendere avanzata una firma, così come non è il tratto grafico su tablet a garantire automaticamente il valore del processo.
OTP e grafometrica sono modalità operative.
La FEA, invece, è il risultato di un processo strutturato.
Questo significa che entrambe le modalità possono essere utilizzate per costruire un processo di firma elettronica avanzata, ma solo se sono presenti gli elementi necessari: identificazione, controllo, collegamento al documento, integrità e tracciabilità.
Cos’è una firma con OTP
La firma con OTP si basa sull’utilizzo di un codice temporaneo, inviato al firmatario tramite un canale controllato, ad esempio SMS, email o app.
Il firmatario riceve il codice e lo inserisce per confermare la volontà di sottoscrivere un documento.
È una modalità molto pratica, soprattutto quando il firmatario non è fisicamente presente o quando si vuole gestire un processo semplice e guidato da remoto.
Può essere utile, ad esempio, per:
- consensi da acquisire prima di un appuntamento;
- moduli da firmare online;
- autorizzazioni rapide;
- documenti che devono essere sottoscritti da smartphone, tablet o computer;
- processi in cui la presenza fisica non è necessaria.
Il vantaggio principale è la semplicità.
Ma proprio questa semplicità può generare un equivoco: l’OTP da solo non basta a qualificare una firma come FEA.
Un codice temporaneo è prima di tutto uno strumento di autenticazione e conferma. Può diventare parte di un processo di Firma Elettronica Avanzata solo se inserito in un sistema che conserva le evidenze dell’operazione e collega in modo sicuro il firmatario al documento sottoscritto.
In altre parole:
L’OTP può essere utilizzato come elemento di un processo di Firma Elettronica Avanzata, ma il codice OTP, da solo, non costituisce una FEA.
Cos’è la firma grafometrica
La firma grafometrica è una modalità di sottoscrizione in cui il firmatario appone la propria firma su un dispositivo, come un tablet o una tavoletta grafometrica.
A differenza di una semplice immagine della firma, un sistema grafometrico può raccogliere anche dati dinamici collegati al gesto di sottoscrizione, come coordinate, pressione, velocità, ritmo e sequenza dei movimenti.
Questi elementi possono rafforzare il collegamento tra firmatario e sottoscrizione, a condizione che siano raccolti, protetti e gestiti correttamente.
La firma grafometrica è particolarmente naturale nei processi in presenza.
È utile quando:
- il firmatario si trova davanti a un operatore;
- si vuole mantenere un’esperienza simile alla firma autografa;
- il documento viene firmato su tablet;
- il processo deve restare completamente digitale;
- è necessario conservare evidenze tecniche collegate alla firma.
Anche in questo caso, però, vale lo stesso principio visto per l’OTP.
La grafometrica non è FEA perché “somiglia” alla firma su carta.
La firma grafometrica può essere utilizzata nell’ambito di una soluzione FEA, ma la tecnologia grafometrica, da sola, non determina la qualificazione del processo come Firma Elettronica Avanzata.
Quando una firma può essere considerata FEA
Una Firma Elettronica Avanzata deve rispettare alcuni requisiti fondamentali.
In termini generali, una Firma Elettronica Avanzata deve essere connessa unicamente al firmatario, consentirne l’identificazione, essere creata utilizzando dati che il firmatario può utilizzare sotto il proprio controllo ed essere collegata ai dati sottoscritti in modo da consentire l’identificazione di eventuali modifiche successive.
A questi requisiti si affianca, nella progettazione concreta del processo, la necessità di conservare evidenze che permettano di ricostruire le operazioni effettuate.
Questi requisiti non dipendono da una singola tecnologia, possono essere soddisfatti con soluzioni diverse, se il processo è progettato correttamente.
Per questo motivo una firma OTP può rientrare in un processo FEA e una firma grafometrica può rientrare in un processo FEA.
Ma nessuna delle due è automaticamente FEA se manca il governo del processo.
Firma OTP e firma grafometrica: differenze operative
OTP e grafometrica non rispondono allo stesso scenario.
La firma OTP è particolarmente adatta ai processi da remoto, dove il firmatario conferma la sottoscrizione attraverso un codice temporaneo.
La firma grafometrica, invece, è più adatta ai processi in presenza, dove il firmatario appone la propria firma su un dispositivo, spesso assistito da un operatore.
La differenza principale non è quindi solo tecnologica, ma organizzativa.
| Aspetto | Firma OTP | Firma grafometrica |
|---|---|---|
| Esperienza utente | Inserimento di un codice temporaneo ricevuto via SMS, email o app | Firma su tablet o dispositivo grafometrico |
| Scenario tipico | Firma da remoto o in mobilità | Firma in presenza |
| Elemento distintivo | Controllo del canale OTP | Gesto grafico e dati dinamici della firma |
| Punto di forza | Semplicità e rapidità | Esperienza simile alla firma autografa |
| Punto critico | Identificazione del firmatario e controllo del canale | Protezione dei dati grafometrici |
| Ambiti d’uso | Consensi, moduli, autorizzazioni, pratiche da remoto | Consensi, contratti, documenti firmati in presenza |
| Requisito essenziale | Processo tracciato e collegato al documento | Processo tracciato, dati protetti e collegati al documento |
La scelta tra OTP e grafometrica non dovrebbe quindi partire dalla domanda “quale tecnologia è migliore”, ma dal processo da gestire.
Dove si trova il firmatario?
Il documento viene sottoscritto in presenza o da remoto?
Quali evidenze devono essere conservate?
Quale livello di controllo è necessario?
Sono queste le domande che aiutano a scegliere la modalità più coerente.

Quando scegliere la firma OTP
La firma OTP è particolarmente utile quando il processo deve essere gestito a distanza.
È adatta ai casi in cui il firmatario può ricevere un codice temporaneo e confermare la sottoscrizione senza recarsi fisicamente presso la struttura o l’ufficio.
Può essere una soluzione efficace per consensi, autorizzazioni, moduli o documenti che devono essere firmati prima di un appuntamento o durante un percorso digitale.
Il suo punto di forza è la semplicità.
Il firmatario riceve il codice, lo inserisce e completa il processo.
Ma perché il flusso sia solido, il sistema deve poter ricostruire l’intera operazione:
- chi ha firmato;
- come è stato identificato;
- quale documento è stato firmato;
- quando è avvenuta la sottoscrizione;
- quale codice è stato utilizzato;
- da quale contesto tecnico è stata eseguita l’operazione;
- se il documento è rimasto integro dopo la firma.
Senza queste evidenze, l’OTP rischia di restare una semplice conferma operativa.
Con un processo ben progettato, invece, può diventare una modalità efficace per gestire firme elettroniche anche da remoto.
Quando scegliere la firma grafometrica
La firma grafometrica è più adatta ai processi in presenza.
È particolarmente utile quando il firmatario si trova davanti a un operatore e deve firmare un documento mantenendo un’esperienza simile alla firma su carta.
È il caso, ad esempio, di studi professionali, strutture sanitarie, sportelli, contratti firmati in presenza o consensi informati raccolti durante il percorso con il paziente. Nelle strutture che gestiscono più specialità e prestazioni, il processo può diventare più articolato: ne abbiamo parlato nell’approfondimento dedicato alla gestione digitale del consenso informato nei poliambulatori.
Il vantaggio principale è la familiarità.
Il firmatario compie un gesto che conosce già: firma.
La differenza è che il processo diventa digitale, tracciabile e integrabile con il sistema documentale.
Anche qui, però, il valore non dipende soltanto dal gesto grafico.
Il sistema deve garantire:
- corretta identificazione del firmatario;
- protezione dei dati raccolti;
- collegamento della firma al documento;
- integrità del file sottoscritto;
- audit trail;
- conservazione delle evidenze.
La grafometrica funziona bene quando la firma in presenza deve essere digitalizzata senza perdere controllo, tracciabilità e valore documentale.
OTP e grafometrica non sono in concorrenza
Un errore frequente è considerare OTP e grafometrica come due soluzioni alternative in senso assoluto.
In realtà, spesso rispondono a esigenze diverse.
La firma OTP è più naturale quando il processo avviene da remoto.
La firma grafometrica è più naturale quando il processo avviene in presenza.
In molti casi le due modalità possono convivere nella stessa piattaforma, perché servono situazioni differenti.
Per esempio:
- se il paziente è in studio, la firma grafometrica può essere più naturale;
- se il paziente deve firmare un modulo prima dell’appuntamento, la firma OTP può essere più pratica;
- se un’organizzazione gestisce sia processi in presenza sia processi da remoto, può avere senso prevedere entrambe.
Il criterio di scelta dovrebbe essere sempre lo stesso:
la modalità di firma deve adattarsi al processo, non il contrario.
Il ruolo dell’audit trail
Qualunque sia la modalità scelta, l’audit trail è centrale.
Un sistema di firma elettronica deve permettere di ricostruire il processo nel tempo.
Questo significa poter dimostrare:
- chi ha firmato;
- quale documento è stato firmato;
- quando è stata eseguita la firma;
- quali passaggi sono stati svolti;
- quali evidenze sono state raccolte;
- se il documento è stato modificato dopo la firma.
Nel caso della firma OTP, l’audit trail documenta l’invio e l’utilizzo del codice, oltre agli altri elementi del processo.
Nel caso della firma grafometrica, documenta la raccolta della firma, il collegamento al documento e le evidenze tecniche del flusso.
Senza audit trail, anche una tecnologia apparentemente sicura rischia di essere debole dal punto di vista probatorio e organizzativo.

Per approfondimenti leggi FEA vs FES nel consenso informato sanitario
Il punto centrale: la firma è un processo, non un pulsante
OTP e grafometrica sono modalità diverse per raccogliere la volontà del firmatario.
Ma il valore della firma dipende dal sistema complessivo.
Una Firma Elettronica Avanzata deve soddisfare specifici requisiti relativi al collegamento con il firmatario, alla sua identificazione, al controllo dei dati utilizzati per la firma e al collegamento con i dati sottoscritti. In un processo strutturato assumono inoltre particolare importanza la tracciabilità delle operazioni e la conservazione delle relative evidenze.
Se questi elementi sono presenti, OTP e grafometrica possono essere strumenti efficaci per digitalizzare processi documentali anche complessi.
Se mancano, il rischio è digitalizzare soltanto l’apparenza della firma, senza costruire un processo realmente solido.
Trialo Sign: due modalità, un unico processo documentale
In Trialo Sign la scelta tra firma grafometrica e firma OTP non è solo una scelta di interfaccia.
È una scelta di processo.
La firma grafometrica consente di gestire la sottoscrizione in presenza, mantenendo un’esperienza simile alla firma su carta.
La firma OTP consente di gestire flussi più semplici e anche da remoto, quando il firmatario deve confermare la sottoscrizione attraverso un codice temporaneo.
In entrambi i casi, il valore nasce dall’integrazione tra:
- documento;
- firmatario;
- modalità di sottoscrizione;
- audit trail;
- integrità del file;
- conservazione delle evidenze.
Questo permette di scegliere la modalità più adatta al contesto, senza frammentare il processo documentale.
Conclusione
L’OTP può essere utilizzato in un processo di Firma Elettronica Avanzata?
Sì, quando è inserito in un processo che soddisfa i requisiti previsti per la FEA.
La firma grafometrica può essere utilizzata in una soluzione FEA?
Sì, anche in questo caso la qualificazione dipende dalle caratteristiche dell’intero processo e non dalla sola tecnologia utilizzata.
Il punto, quindi, non è contrapporre OTP e grafometrica ma capire quale modalità sia più adatta al processo da gestire e quali evidenze debbano essere raccolte per garantire identificazione, integrità, tracciabilità e controllo.
La tecnologia conta ma nel valore di una firma elettronica avanzata conta soprattutto il processo che la governa.
Firma Elettronica Avanzata
Vuoi scegliere la modalità di firma più adatta ai tuoi processi?
Firma OTP e firma grafometrica rispondono a esigenze operative diverse. Trialo Sign permette di inserire la sottoscrizione all’interno di un processo documentale strutturato, collegando documento, firmatario, operazioni effettuate ed evidenze del processo.
La tecnologia utilizzata è uno degli elementi del processo: la qualificazione come Firma Elettronica Avanzata dipende dalle caratteristiche complessive della soluzione adottata.