Consenso informato veterinario: quando serve, cosa deve contenere e come digitalizzarlo

Il consenso informato è un elemento fondamentale del rapporto tra medico veterinario e proprietario dell’animale. Prima di determinate prestazioni, il professionista deve illustrare le procedure proposte, i possibili rischi e le alternative, consentendo al proprietario di prendere una decisione consapevole.

Nelle cliniche veterinarie, soprattutto quando vengono effettuati interventi chirurgici, anestesie e procedure diagnostiche, la gestione dei consensi può comportare numerosi documenti da compilare, sottoscrivere e archiviare.

La digitalizzazione permette di organizzare questo processo in modo più efficiente, utilizzando la firma elettronica per raccogliere i documenti sottoscritti anche senza ricorrere alla carta.

Quando è necessario il consenso informato veterinario?

Il consenso informato nella pratica veterinaria è disciplinato anche dal Codice Deontologico della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (FNOVI).

L’articolo 29 stabilisce che il medico veterinario deve informare il cliente sulla situazione clinica dell’animale, sulle soluzioni terapeutiche disponibili, sui rischi prevedibili, sui costi presunti e sui benefici delle alternative.

Per i casi prevedibilmente caratterizzati da rischio elevato, è prevista l’acquisizione del consenso o del dissenso in forma scritta e sottoscritta, oppure con altre modalità di pari efficacia documentale.

L’acquisizione del consenso è una responsabilità professionale del veterinario e non può essere ridotta alla semplice firma di un modulo.

Quali documenti vengono utilizzati nelle cliniche veterinarie?

La documentazione varia in base alla struttura e alla tipologia di prestazione.

Tra i documenti più frequentemente interessati da un processo di sottoscrizione troviamo:

  • Consenso informato chirurgico: per documentare le informazioni e le autorizzazioni relative agli interventi.
  • Consenso anestesiologico: per le procedure che prevedono anestesia o sedazione.
  • Consensi diagnostici: per gli accertamenti che richiedono informazioni e autorizzazioni specifiche.
  • Documentazione di ricovero: per l’accettazione dell’animale e le procedure connesse alla degenza.
  • Preventivi e accettazioni: per documentare l’accettazione delle condizioni economiche delle prestazioni.

L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) mette a disposizione facsimili di consenso informato da utilizzare come riferimenti e personalizzare secondo la prestazione e le caratteristiche della struttura.

Questi documenti non sostituiscono la valutazione del medico veterinario e devono essere adattati alle circostanze concrete.

Chi deve firmare il consenso informato veterinario?

Il consenso deve essere prestato dal proprietario dell’animale o da un detentore che dichiari di avere titolo a esprimerlo.

La struttura deve verificare che la persona chiamata a sottoscrivere il documento sia legittimata a farlo.

È inoltre importante distinguere due momenti:

Il processo informativo, durante il quale il veterinario illustra la prestazione, le alternative e i rischi.

La sottoscrizione, che permette di documentare il consenso o il dissenso espresso dal soggetto legittimato.

La firma non sostituisce le informazioni che il professionista è tenuto a fornire.

Dal consenso cartaceo al consenso informato digitale

In molte strutture il processo documentale prevede ancora la stampa del modulo, la compilazione, la firma autografa e la successiva scansione.

Questo approccio può generare attività ripetitive, soprattutto nelle cliniche con più veterinari, differenti specializzazioni e numerose prestazioni giornaliere.

Con un processo digitale è possibile predisporre il documento in formato elettronico, raccogliere la sottoscrizione e renderlo disponibile per l’archiviazione.

I principali vantaggi organizzativi riguardano la riduzione delle operazioni manuali, la disponibilità dei documenti elettronici e la possibilità di gestire la firma anche a distanza, quando appropriato.

Firma elettronica OTP o grafometrica: quale utilizzare?

La scelta dipende dal documento da sottoscrivere e dall’organizzazione della struttura.

Firma grafometrica in clinica

Quando il proprietario è presente, la firma grafometrica permette di sottoscrivere il documento direttamente su un dispositivo compatibile, come un iPad con Apple Pencil.

Il processo può essere utilizzato durante l’accettazione, la visita o la preparazione di una procedura programmata, evitando la stampa del modulo.

Firma elettronica OTP a distanza

Per documenti che possono essere esaminati e sottoscritti a distanza, è possibile prevedere un processo di firma elettronica con codice temporaneo OTP.

Questa modalità può essere utile per preventivi, autorizzazioni e altri documenti da completare prima dell’appuntamento.

La firma a distanza non elimina la necessità di fornire le informazioni richieste per il consenso informato. Inoltre, il semplice utilizzo di un codice OTP non rende automaticamente il processo una Firma Elettronica Avanzata: occorre valutare i requisiti dell’intera procedura.

È necessario sostituire il gestionale veterinario?

Non sempre.

Una soluzione dedicata alla firma elettronica può affiancare il gestionale già utilizzato dalla clinica, senza richiederne la sostituzione.

Il software veterinario può continuare a gestire anagrafiche, appuntamenti, prestazioni e cartelle cliniche, mentre una piattaforma specializzata si occupa del processo di sottoscrizione.

Quando necessario, è possibile valutare integrazioni per ridurre ulteriormente le operazioni manuali.

Trialo Sign per il consenso informato veterinario digitale

Trialo Sign è la soluzione sviluppata da Aram per la gestione digitale della sottoscrizione dei documenti.

La piattaforma permette di utilizzare la firma elettronica OTP a distanza e la firma grafometrica in presenza, con processi e documenti configurabili secondo le esigenze della struttura.

Per una clinica veterinaria questo significa poter digitalizzare consensi, preventivi e autorizzazioni, mantenendo la possibilità di utilizzare i propri modelli documentali e gli applicativi già presenti.

L’obiettivo non è sostituire il rapporto tra veterinario e proprietario, ma semplificare la gestione della documentazione che accompagna le prestazioni.


Riferimenti: Codice Deontologico FNOVI, articolo 29; modulistica e facsimili ANMVI. Il contenuto ha finalità informative e non sostituisce la valutazione professionale delle procedure cliniche e dei requisiti giuridici applicabili.

Digitalizza il consenso informato nella tua clinica veterinaria

Vuoi semplificare la gestione di consensi, autorizzazioni e preventivi veterinari?

Trialo Sign è la soluzione software di Aram per raccogliere le firme elettroniche sui documenti della clinica veterinaria, sia a distanza tramite OTP sia in presenza con firma grafometrica su iPad.

Può affiancarsi ai software già utilizzati dalla clinica, senza richiederne la sostituzione.

Firma OTP a distanza Firma grafometrica su iPad Documenti personalizzabili Integrazione con il gestionale